Da qui a domani

2017-11-16T15:15:51+00:00 16 11 2017|...e l'italiano ride|

Annego, non posso nuotare
non c’è un’onda libera
da cavalcare
sto in questo supermercato, sudato
come un baccalà
il conto è già qua
ed è salato

In un tripudio di colori
ne è sbocciato un altro giù in città
che regala come niente odori
e ogni genere di amenità
cantanti e attori di varietà
Il mercato abita la gente
e chi ci campa bene e chi per niente
ché non ha l’anima
del tutto uguale a questa varietà

Rivedo l’espressione di mio nonno
che non se lo sarebbe detto mai
la nostra veglia, il nostro sonno
merce qualunque che poi smetterai
come sai, da qui a domani

C’è un esercito di imbonitori
arroccato nella mente altrui
usa i denti come i roditori
e guarda un po’ quei denti siamo noi
gente comune che fa i fatti suoi
E ci mettiamo ad arginare il fiume
non conoscendone il percorso o il nome
non conoscendo che
dei nostri posti, la moglie e i buoi

E questa caro nonno è una palude
non si capisce la profondità
è in superficie che la merce scade
e sotto sotto chi c’è che lo sa come andrà
da qui a domani

Annego non posso nuotare
non c’è un’onda libera
da cavalcare
sto in questo supermercato, sudato
come un baccalà
il conto è già qua
ed è salato

Il mercato abita la gente
e chi ci campa bene e chi per niente
ché non ha l’anima
del tutto uguale a questa varietà

È come una palude
non si vede la profondità
ci si chiede sotto sotto chi c’è che lo sa

come andrà da qui a domani

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